Umidità di risalita: ecco come riconoscerla

Quando un edificio si fonda su una superficie umida si può verificare una risalita capillare “spontanea” dell’acqua all’interno dei materiali che costituiscono quest’ultimo. Malte, laterizi, tufi, calcari teneri sono tutti materiali a porosità aperta che favoriscono la penetrazione dell’acqua. Di fatto quest’ultimi a contatto con il terreno si comportano come delle vere e proprie spugne, assorbono l’acqua che, sospinta dalla pressione capillare, risale lungo questa rete di canali tanto più in alto quanto più piccolo è il diametro dei capillari.

Come riconoscere l’umidità di risalita?

Alcune volte può bastare l’esame visivo e il confronto con gli edifici adiacenti dato che ci sono dei tratti distintivi. L’umidità di risalita infatti:

  • Attacca l’edificio in tutta la sua pianta in modo uniforme e regolare
  • Ha una forma a onda marina con altezza praticamente simile sia sulla facciata esterna sia su quella interna a meno che non vi siano dei rivestimenti impermeabili
  • Presenta macchie scure e persistenti sul pavimento
  • In corrispondenza della zona limite tra superficie umida e superficie asciutta presenta fenomeni distruttivi

Attenzione a non sottovalutare questo tipo di umidità, le conseguenze possono essere tante e di diverso tipo.

Prima di tutto si perde il comfort abitativo interno perché aumenta l’umidità in casa (con conseguenti rischi sulla salute) ma anche l’estetica dell’edificio ne risente. Senza parlare della sicurezza…

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